Il vekkio Sciamano allimprovviso alzò la mano destra e prese parola.
Nel silenzio assoluto che precedette le parole dello sciamano si poteva sentire il rumore delle stelle che cadevano e
quello delle bollicine che salivano dai calici del cospiquo banchetto.
Ed egli iniziò a raccontare una parabola che narrava la storia di un uomo che possedeva il potere di abbattere gli alberi
con un calcio.
Querce, aceri, sequoie crollavano davanti a lui solo che vi appoggiasse un piede. "Amico, perché distruggi le foreste?" gli
chiese un giorno un giovane che amava la natura. "Per ricavarne frecce" rispose luomo dai poteri sovrannaturali.
"Ma come, tu abbatti una sequoia per ricavarne una freccia??"
"Non ne ricavo una freccia: io col mio arco scaglio la sequoia stessa."
"Mi stai prendendo in giro??. Se basta unesile freccia per uccidere un bisonte, con una sequoia a disposizione quale
potrà mai essere il tuo bersaglio?"
Senza rispondere luomo si chinò, sollevò un arco enorme, poi prese la sequoia, la inserì nellarco, tese la corda e
scoccò quella gigantesca freccia in direzione del sole. Il giovane naturalista spalancò la bocca, incredulo, osservando la
traiettoria di quella saetta che puntava verso la palla di fuoco. Quando la sequoia raggiunse finalmente il sole,
mancandolo solo di pochi centimetri sulla destra, il ragazzo urlò di sollievo.
Guardò incredulo larciere e squotendo il capo gli disse:"Hai grandi obbiettivi, ma una debole mira."
Luomo che scagliava gli alberi un giorno rimase gravemente ferito dal crollo di una enorme sequoia che gli schiacciò
crudelmente le gambe.
Subito trasportato nella Tenda della Medicina, lo stregone gli diede un infuso di erba vanigliata e ruta di prato per lenire
le sofferenze, quindi prese a esaminargli le ferite. Fu un analisi lunga e accurata, alla fine lo stregone si inginocchiò di
fianco al nostro arciere e gli disse in un orecchio:"Amico, per te ho una buona e una cattiva notizia. Con quale vuoi
cominciare??". Luomo lo guardò molto stupito e gli disse:" Comincia pure con la cattiva notizia, o Uomo di Medicina".
"Bene", disse lo stregone," la cattiva notizia è che le tue gambe sono da amputare."
"E la notizia buona??" chiese con gli occhi pieni di lacrime il povero invalido. Allora lUomo di Medicina gli mise un
braccio intorno al collo, gli sollevò leggermente la testa e gli indicò una giovane e bellissima infermiera che stava facendo
ordine, provocantemente china, nellerbario.
"Vuoi la buona notizia? La vedi quella splendida Squaw?? Bè me la sono scopata ieri sera!!"