L'intortatore (by Marsizze)


Padania ... ultima frontiera...
questi sono i viaggi del GRANDE INTORTATORE nella sua missione giornaliera alla ricerca di nuovi modi e nuove forme di inchiappet....
Per arrivare la dove nessun uomo è mai giunto prima. (fino ad oggi)


Episodio 1. Dove le pecore non cantano !!!

È una sera d’inverno, il sole ha già lasciato il posto alla notte e la luna domina sopra le montagne di una piccola valle oltre la città di Lecco nota come Valsassina.

L’intortatore sotto le mentite spoglie di un universitario dall’aspetto innocuo è alla ricerca affannosa di una nuova preda. Ha trovato questo corpo dopo la sua ultima vittima in una cittadina di nome Segrate. Doveva assolutamente
sostituire quello precedente: l’uso lo aveva rovinato in modo irreparabile.

I capelli biondicci, il pizzo e il sorriso sornione non rivelerebbero mai la possente brama che si cela in fondo al suo animo. Se il suo vero IO fosse percepibile un terrore indefinibile ma profondo si impossesserebbe di chiunque nel raggio di chilometri. Un mostro, si proprio un mostro assetato dell’unica cosa per cui gli uomini hanno ucciso e tradito dalla loro comparsa sul pianeta: la £%$!.

I suoi occhi cercano attentamente nella notte, lui sà che il destino gli riserva sempre una preda, basta solo aspettare il momento opportuno.

PUBBLICITÀ

Sete... Bevi POCA COLA nel nuovo barattolo da 1 ml;

Fame... Chi se ne frega;

Sonno... "Extremis" la nuova pastiglia effervescente che ti risolve questo e tanti altri problemi;

FINE PUBBLICITÀ

Ecco nella notte un segno, una luce, un movimento; il volto dello intortatore trasfigura gli occhi ardono di una sinistra fioca luce giallastra e il respiro si fa sempre più affannoso, pesante.

È il momento che aspettava l’intortatore, la preda è davanti a lui sola, bellissima.
Il desiderio lo stà divorando, nel buio si avvicina a lei lentamente, sta già pregustando l’attimo in cui potrà possederla.
ECCO IL MOMENTO, si butta, la ghermisce lei tenta di divincolarsi ma il terrore la paralizza e la rende impotente, si rende conto con orrore di non avere davanti un essere umano normale.

L’intortatore ormai all’apice della brama si sbarazza con scaltrezza degli abiti quand’ecco che proprio al termine il PANICO lo assale. La razionalità non lo aiuta in questo momento, tutto è assurdo, inspiegabile, privo di senso ma è la realtà: NON C’È.
Con gli occhi e le mani sonda ogni parte del corpo ma un profondo malessere sgorga dal suo cuore di attimo in attimo. È inutile cercare.
Un urlo di sofferenza si innalza tra le gelide rocce della valle e una voce rieccheggia:

"SEGR&$£"% .TANA".

Due caldi rivoli sgorgano dagli occhi a prestito dell’Intortatore, è la prima volta che piange.

Fine

Morale della Favola: Non si compra mai a scatola chiusa

 


 

Episodio 2. Una primavera calda calda

L’intortatore è l’essenza del desiderio, milioni di anni di repressione sessuale dell’umanità hanno creato un essere mostrouoso il cui unico bisogno esistenziale è l’atto sessuale fine a se stesso.
Questo condensato di voluttà ha natura immateriale e usa per i suoi sordidi scopi inermi personaggi che nulla possono contro la sua grande forza.

È sabato mattina. Il sole già alto nel cielo riscalda la facciata di un palazzo di tre piani leggermente decentrato dal centro della città di Milano.
Il traffico corre leggero sulla via antistante ed un personaggio abbastanza anomalo cammina con passo sicuro ma affrettato verso l’ingresso dello stabile.

Che dire di quest’uomo: altezza sopra la media, capello corto di colore nero, occhiali da intellettuale, aria trafelata che
dietro uno sguardo di grande sicurezza nasconde migliaia di problemi che chiedono risposta. Ma adesso non è il momento, una cosa alla volta. Questo è il momento di lavorare o meglio, "di farsi il culo" come dice un suo amico.

Poalo, questo è il nome dell’uomo.
Un sorriso sfiora la sua bocca quando una ragazza bionda dalla chioma lunga e dal seno generoso fa capolino dall’entrata del palazzo e lo invita ad affrettare il passo.
L’ascensore li porta al terzo piano, alla stanza in cui ormai da diverso tempo i due stanno lavorando alla tesi ed è vicino il
momento in cui troverà la sua giusta conclusione.
Fuori il sole diventa opaco per un momento ma immediatamente ritrova la sua forza. Il tempo non conta, lo spazio nemmeno, quando si è essenza eterea tutto è sottomesso alla volontà. E Lui VUOLE.

Un personal computer viene acceso mentre dietro di loro una piccola radio emette della buona musica; i due si siedono
disponendo davanti a loro decine di tabulati con lunghe righe di codice. Quello è il loro lavoro. Il frutto del loro sforzo e del loro tempo non sono oggetti di artigianato o prodotti dell’agricoltura ma la natura stessa della nuova era: l’informazione.

Un passo del codice li divide e i due amici argomentano diverse opinioni sulla sua risoluzione. Ma un’ombra nera osserva. Mai situazione si è stata più propizia. Come dice un vecchio detto umano "due piccioni con una fava" ed ora questo era vero, l’ospite e la preda già pronti per il "rituale".
Poalo sposta l’attenzione dal viso della ragazza al video quando, ad un tratto, è forte la sensazione di essere penetrato da qualcosa dietro di lui. Una quantità immensa di ricordi, di sensazioni di desideri affiorano ma si rende conto che non gli appartengono e, quando la sua mano si allontana dal mouse, che anche il suo corpo non è più in suo possesso.

L’intortatore è entrato in lui.

Gli occhi di Poalo sono ora gli occhi dell’intortatore, le mani sono ora le appendici fisiche di un essere corrotto, nato dai desideri più inappagati dell’uomo.
Il sorriso si allarga, l’olfatto avverte già il profumo della pelle della donna e il membro è gia eretto e pronto a svolgere il suo dovere. La passione diventa altissima e smisuratamente più grande di quella di un normale essere umano.
Lo sguardo di Poalo/Intortatore si porta sulla preda ma ad un tratto dalla radio giunge una melodia:

" Amici come prima, mi costi una fortuna ... "

L’abisso, l’intortatore sente la sua stessa ragione di esistenza venire meno.
E come se la realtà non avesse più leggi fisiche su cui costruirsi.
Niente, collasso, disgregazione. Non c’è parola, Non c’è intortatore.

Poalo muove il capo, è di nuovo lui; non gli è chiaro cosa sia successo. Non ricorda nulla ma avverte qualcosa di diverso, una strana sensazione di soddisfazione. Non so se avete presente.... tipo quella che si ha dopo qualche miliardo di TROMBATE.....


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