Un padre conduceva i figli attraverso le sale di un museo dicendo loro: "Sbrigatevi, se vi fermate a guardare ogni cosa
finiremo con non vedere niente !"
Un tizio bussa alla porta di suo figlio. "Jaime", dice, "Svegliati !".
Jaime risponde: "Non voglio alzarmi, papà ".
Il padre urla: "Alzati, devi andare a scuola ".
Jaime persiste: "Non voglio andare a scuola !".
"E perché no ?" chiede il padre.
"Ci sono tre ragioni", risponde Jaime, "Prima di tutto, è una noia; secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo io odio la
scuola !".
E il padre: "Bene, adesso ti darò io tre buone ragioni per cui devi andare a scuola: primo, perché è tuo dovere; secondo,
perché hai quarantacinque anni e terzo, perché sei il preside !"
Una bambina chiede all'amichetto: "Voi siete presbiteriani ?".
E lui: "No, facciamo parte di un'altra CONFUSIONE ! ".
"Henry, come sei cambiato !. Eri tanto alto, e adesso sei così basso ! Eri così robusto, e ora sei magrissimo ! Eri tanto
biondo e ora sei castano. Cosa ti è successo, Henry ??? ".
Ed Henry risponde: "Non sono Henry, sono John"
"Oh Henry. Ora, hai cambiato anche nome " !!!
Un guru, una volta, stava tentando di spiegare a un gran numero di persone il modo in cui gli esseri umani reagiscono alle
parole, si nutrono di parole piuttosto che di realtà.
Uno degli uomini si alzò e protestò, dicendo: "Non sono d'accordo sul fatto che le parole abbiano un effetto di questa
portata su di noi". il guru rispose: "Siediti, figlio di puttana".
L'uomo divenne livido di rabbia e disse: "Tu ti definisci una persona illuminata, un guru, un maestro, ma dovresti
vergognarti di te stesso".
Il guru allora riprese: "Perdonami, mi sono lasciato trasportare. Non volevo. Chiedo scusa".
L'uomo si calmò.
C'era una volta un cammelliere che stava attraversando il deserto con la sua mandria per andare alla città dove si teneva
il mercato. Piantò le tende per la notte, e uno dei suoi servi entrò per comunicargli che c'erano venti cammelli ma solo
diciannove paletti da piantare nella sabbia per legarvi le bestie. Come dovevano fare ?
Il padrone rispose: "I cammelli sono bestie molto stupide, sai ? Fai finta di martellare un piolo inesistente nella sabbia
davanti all'ultimo cammello, e fai finta di legarlo a quel piolo inesistente. Vedrai che non si muoverà di la fino all'alba".
Il servo fece come gli era stato detto e il cammello si comportò esattamente come aveva detto il padrone.
Al mattino però il servo tornò a cercarlo e gli disse che erano pronti a partire, ma il cammello del finto paletto si rifiutava
di muoversi. Il padrone rise e disse:
"Ma certo ! Avrai dimenticato di far finta di estrarre il paletto dalla sabbia, e lui sarà convinto che sia inutile tentare di
muoversi, visto che è ancora legato ! Và e fa finta di slegarlo"
Anche questa volta il servo obbedì, e lo stupido cammello si avviò con gli altri.
Quando l'arciere tira senza ambire a un premio mette in mostra tutta la sua abilità.
Quando tira per una fibbia di ottone comincia a diventare nervoso
Quando tira per una coppa vede due bersagli e perde la testa.
Le sue capacità non sono andate perdute, ma il premio lo turba.
La tensione della vittoria lo indebolisce, l'ambizione annebbia la sua vista.