IPv6: l'altro 3% di Internet

Francesco Prelz

INFN, sezione di Milano

(per conto del disperso gruppo d'interesse per IPv6)

Sommario

  1. Il mondo dopo il lancio globale di IPv6.
  2. Principali differenze semantiche di IPv6.
    • Non permettono veramente alle applicazioni di essere agnostiche rispetto al livello di trasporto!
    • Anche una volta che venga trattata correttamente la differenza sintattica della diversa lunghezza dell'indirizzo.
  3. Differenze del protocollo IPv6 rilevanti per la sicurezza.
  4. Meccanismi di transizione: che fare da noi?
  5. Conclusioni.

Il mondo dopo il lancio globale di IPv6 (1)

Il mondo dopo il lancio globale di IPv6 (2)

Il mondo dopo il lancio globale di IPv6 (3)

Address exhaustion, il grande spauracchio:

Il mondo dopo il lancio globale di IPv6 (4)

Principali differenze semantiche di IPv6 (1)

1. Ogni endpoint di rete ha sempre attivi indirizzi di rete multipli.

Principali differenze semantiche di IPv6 (2)

2. Assegnazione delle rotte.

Principali differenze semantiche di IPv6 (3)

3. Assegnazione degli indirizzi di rete e dei server DNS.

Differenze di IPv6 rilevanti per la sicurezza (1)

Il protocollo richiede alle implementazioni di trattare extension header del protocollo per funzioni che in precedenza erano opzionali (IPsec, QOS, supporto per mobile IP) e reimplementa varie funzioni (DHCP, neighbor discovery, anycast, multicast).
  • La comparsa di codice nuovo negli stack di rete è meravigliosa per chi è in cerca di vulnerabilità da sfruttare. Solo con l'avanzare dell'adozione e del tempo scopriremo quante ce ne sono.
Lo spazio di indirizzamento è più grande (128 bit - 340 undecilioni, 2120 indirizzi unicast teorici, 2112 indirizzi pubblici nella classe 2001:: già allocabili).
  • Uno scan brute force è più laborioso, potrebbe essere saggio assegnare indirizzi non contigui, ma ci sono altri sistemi per trovare possibili target sulla rete locale.
  • La collisione con indirizzi già allocati perde ogni efficacia (se mai ne ha avuta) nell'evidenziare accessi non autorizzati.

Differenze di IPv6 rilevanti per la sicurezza (2)

Molte funzioni utili al protocollo (Neighbor Discovery, MTU discovery, Mobility) vengono assorbite a livello 3 in ICMPv6. Dunque la comunicazione a livello 3 deve funzionare automaticamente almeno per macchine sullo stesso link.
  • Molti tipi di messaggi nuovi in ICMPv6, ed una RFC (4890) dedicata solo a specificare regole di firewall minimali per gli accessi IPv6.
  • L'operazione di Neighbor Discovery richiede un multicast locale.
  • Ma ICMPv6 proibisce esplicitamente di rispondere a/amplificare richieste inviate a indirizzi multicast (es: FF02::1, all-link-local-nodes, FF05::2, all-routers, vedi RFC2373).
I dispositivi intermedi non possono frammentare i pacchetti.
La MTU minima è di 1280 byte.
  • Nessuno però impedisce alle implementazione degli stack di creare autolesionisticamente frammenti più piccoli.

Differenze di IPv6 rilevanti per la sicurezza (3)

Ma... La grande quantità di header opzionali del protocollo potrebbe significare che il payload di livello superiore (con numeri di porta, ed altre informazioni utili per filtri e firewall) non si trova nel primo frammento e richiede di riassemblare i pacchetti.

A conclusione e parziale giustificazione di questo (preoccupante?) elenco di differenze, ricordiamo le tensioni in gioco nella progettazione di IPv6:
  1. Recuperare la trasparenza interna del livello di trasporto (soppressione di qualunque elemento intermedio stateful: NAT, Firewall).
  2. Facilitare la configurazione automatica del livello di trasporto.
  3. Consentire applicazioni di IP mobile.

Della transizione: princìpi-guida.

  1. I servizi su IPv6 devono funzionare da subito tanto bene quanto i loro equivalenti su IPv4:
    • ⇒ "IPv6 days" in cui si ha il permesso di rompere qualcosa.
    • ¬⇒ che l'indirizzo dell ambìto web server ec.europa.eu cominci ad essere risolto su IPv6 senza essere raggiungibile via IPv6, come avvenuto lo scorso 6 Maggio!
  2. Occorre mantenere ovunque la preferenza per IPv6.
    • Ogni eccezione è un sassolino che rallenta il treno della migrazione.
  3. Non bisogna avere fretta, ma agire proattivamente.
    • Gli strumenti di gestione della rete e di monitoring devono essere aggiornati.
    • Uno dei principali scenari problematici per la sicurezza è che le applicazioni vengano rappezzate in fretta e senza adeguata sperimentazione.
  4. Occorre resistere allo scoraggiamento, la transizione sta avvenendo.
    • "At Google we believe IPv6 is essential to the continued health and growth of the Internet".
    • "Replacing the Internet's plumbing will take some time, but the transition has begun".

Meccanismi di transizione: che fare da noi? (1)


Meccanismi di transizione: che fare da noi? (2)

Conclusioni

Bibliografia